Intervista a Leonard Bundu

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Intervista a Leonard Bundu

Oggi abbiamo avuto la possibilità di parlare con il prossimo co sfidante al titolo europeo dei pesi welter Leonard Bundu, che affronterà Daniele Petrucci, in un attesissimo scontro tra imbattuti che da anni si attendeva in Italia. Un incontro che sicuramente potrà aiutare la boxe nazionale a risollevarsi. Bundu, un uomo di quasi trentasette anni come lui stesso ha sottolineato, si é dimostrato una persona solare e molto umile e l'intervista é trascorsa con il piacere di poter osservare la semplicità di uno dei migliori pugili italiani attuali.

 

Ciao Leonard, come va la preparazione e come si svolge il tuo allenamento tipo? In una precedente intervista ho avuto modo di parlare con Eugenio Agnuzzi, che mi ha detto di preferire allenamenti intensi ma brevi di un'ora e mezza o poco più, a sedute massacranti che a suo modo di vedere portano a poco.


La preparazione va bene e come non potrebbe per un match di questo tipo, non ti posso certo venirti a dire che mi sto allenando male ahahah! Comunque tutto a posto e quanto alla tesi sostenuta da Agnuzzi, anche io e il maestro Boncinelli siamo concordi con la teoria di non allenarsi in modo eccessivo, rischiando poi alla fine di affaticarsi troppo.

 

Com'é il rapporto con il maestro Boncinelli dopo tanti anni?


Sempre eccezionale, c'é una grande amicizia, mi conosce da quando ero piccolo, c'é molto di più che un rapporto tra allenatore e pugile, Alessandro conosce la mia famiglia e non potrebbe essere diversamente considerando da quanti anni ci frequentiamo.

 

Che ricordi hai della nazionale e del lungo dilettantismo? Preferivi la canotta o sei contento di essere passato pro?


Ho amato e mi ha molto divertito il pugilato dilettantistico e ricordo gli scherzi ai tempi della nazionale con Fragomeni, Zamora, Vidoz. Forse allora però non c'era la serietà e la maturità che ho acquisito con gli anni e anche se combattevo in giro per il mondo e si guadagnava bene, forse non avevo quella voglia di dedicarmi che c'é ora. Ricordo il maestro Bonincelli che mi diceva "Te...passare pro, non ti ci vedo proprio". Invece poi alla fine la boxe mi mancava e anche se tardi sono passato professionista, con un atteggiamento di maggiore serietà. Sono contento insomma dei bei momenti che ho passato in canottiera e non li dimenticherò mai, ma sono ben felice di aver accettato la sfida del professionismo.

 

Il tuo incontro più difficile da professionista?


Mah, ricordo fu duro il match con Horta (con il quale conquistò il titolo della Comunità Europea) e ho un altro ricordo di un incontro in teoria meno importante, ma nel quale trovai difficoltà, quello con Gheorghe Danut, un pugile che dal record non sembrava potesse presentarmi tutte quelle difficoltà. Ricordo che alla fine dell'incontro non mi ero piaciuto e non sapevo nemmeno se meritavo la vittoria. Poi rivedendomi ho analizzato meglio il match e mi sono reso conto che pur non avendo combattuto molto bene meritavo anche se di poco il successo.


Dal mio punto di vista il tuo più grande risultato professionistico é stato il successo esterno con Shabani, per la tua difesa del titolo EU. A volta andando a combattere all'estero, nella tana del leone, si può subire qualche torto. Come hai affrontato mentalmente quel match e che ricordo hai di quella esperienza?


Ricordo che non partì per la Germania pensando di poter subire furti o quant'altro, questo pensiero non era proprio nella mia testa, dovevo solo fare del mio meglio per vincere e alla fine il risultato mi ha premiato giustamente, quindi non posso proprio lamentarmi. Credo di aver disputato un buon match e che il verdetto sia stato quello corretto.

 

Pensi che la trasferta con Shabani di fronte ad un pubblico non tuo possa essere un valore aggiunto nel confronto con Petrucci?


Sicuramente può aiutarmi, ma credo che l'atmosfera a Roma sarà ancora più calda e il tifo a favore di Petrucci ancor maggiore di quello per Shabani. A Roma Petrucci é conosciutissimo e quindi il mio unico compito, ma questo mi riesce bene, é quello di concentrarmi solo sul match e di tagliar via tutto il resto.


Come guardi alla possibilità Europea finalmente arrivata?


E' un treno che ho aspettato tanto e che non voglio perdere ora che finalmente é arrivato. Farò tutto il possibile per vincere, mi sto allenando con serietà.


Per gli appassionati questo sarà un grande incontro, perché oltre a disputarsi il titolo Europeo, si scontrano i due migliori welter italiani. Questo ha per te un valore in più?


Sarei andato dovunque per combattere per questo titolo che ho atteso tanto, già da due anni aspetto di poter combattere per conquistarlo, ma ovviamente combatterlo in Italia contro un altro pugile di gran livello e per di più italiano, ha un valore extra per il nostro pugilato e mi carica ulteriormente di responsabilità.

 

In caso di vittoria quale sarebbe il tuo passo successivo? Una difesa a Firenze? O vorresti bruciare le tappe e puntare subito ancora più in alto?


Intanto prima devo cercare di battere Petrucci e sarà tutt'altro che facile, poi si vorrei bruciare le tappe vista l'età e cercare di puntare al massimo risultato possibile in questo momento, che mi sembra quello giusto. Comunque in caso di vittoria si parlava di una difesa a Firenze.


Un messaggio al tuo pubblico per chiudere?


Saluto tutto il mio pubblico al quale garantisco che mi sono preparato al meglio per mostrar loro un bellissimo incontro e li invito a venirmi a vedere a Roma, sono sicuro che sarà un grande match.

 

Foto di Eugenio Spallazzi

 

 

 

Marco Zonta
06/06/2011 – 23.25
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