Intervista con Agnuzzi, Della Rosa e Blandamura

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Intervista con Agnuzzi, Della Rosa e Blandamura

Questo pomeriggio a Roma, nella palestra Pro Fighting Roma nei pressi di Via di Torpignattara, abbiamo potuto incontrare il maestro Eugenio Agnuzzi, ormai uno dei principali allenatori della scena capitolina e due dei suoi atleti, Emanuele Della Rosa e Emanuele Blandamura. Di sfuggita è stato possibile salutare anche Pasquale Di Silvio. La rilassata intervista al trainer e ai due pugili ha cercato di variare un po’ dai metodi di allenamento ai rapporti tra Agnuzzi e i suoi pugili, fino alle aspettative e ai programmi futuri.


Prima domanda di rito all’allenatore. Cosa ne pensi della possibilità di allenare in una palestra così moderna e attrezzata una larga fetta dei pugili romani più importanti?


Agnuzzi : Per me è una grande soddisfazione potermi dedicare all’insegnamento dello sport che amo in un contesto simile, un ring enorme, ottime attrezzature e due aiuti fondamentali come Roberto D’Elia e Valerio Monti, senza i quali non potrei proprio farcela. E’ solo grazie a loro se riesco ad allenare tutti i miei pugili, altrimenti mi sarebbe impossibile, già così é molto impegnativo. Tra breve dovrebbe passare pro anche Sinacore e ho uno o due altri pugili al massimo in arrivo, poi mi fermo, altrimenti scoppio!


Puoi descriverci il tuo regime di allenamenti? Qual’è il tuo approccio?


Agnuzzi : intanto iniziamo con una bella chiacchierata, soprattutto in prossimità di una riunione, per verificare come stiamo tutti, quali sono gli stati d’animo e se qualcuno ha delle difficoltà. Poi allenamenti impegnativi ma non troppo lunghi, non credo nel training eccessivo, non penso che porti ad alcun frutto in particolare. Domenico Spada in questo senso è un esempio, perché al di là dell’esito dell’incontro con Barker, ha dimostrato di avere energie da vendere fino all’ultima ripresa e non è la prima volta, è capitato in altri incontri impegnativi.Cerco oltretutto di creare un gruppo di persone affiatate ed è bello oltre che utilissimo vedere che quando un pugile ha un impegno importante, tutti si allenano con lui per aiutarlo.


Della Rosa : confermo che la cosa più bella di Eugenio (Agnuzzi) è proprio il fatto di poter parlare oltre che ad allenarsi, di sentire una persona vicina che aiuta anche psicologicamente, cosa che a me ad esempio serve molto.


Blandamura :
confermo assolutamente che Eugenio tiene a noi molto come persone oltre che come atleti e questa é una di quelle cose che ti fanno sentire  più in una famiglia che solo in una palestra. Il rapporto insomma non finisce con gli allenamenti, va ben oltre. Inoltre con Emanuele Della Rosa siamo molto amici e questo rende ancora più bello lavorare insieme.
Entrambi elogiano e ringraziano a loro volta Roberto D’Elia e Valerio Monti.


Cosa pensi della realtà pugilistica italiana?


Agnuzzi : Credo sia necessario darsi tutti una mano, perché siamo sicuramente meno agevolati che in altri paesi e ci vuole il supporto di tutti coloro che fanno parte di questa realtà per poter andare avanti e tirare fuori i giusti risultati.


(Ai pugili) Quali sono invece le vostre aspettative verso il futuro pugilistico?


Della Rosa : io voglio migliorare e vorrei per una volta disputare un match e dopo sentirmi dire che ho combattuto bene e che non ho fatto errori, insomma che sono piaciuto.  Sinistro e destro, li so portare bene in palestra, devo farlo vedere anche in pubblico.  Ovviamente vorrei arrivare il più in alto possibile.


Blandamura :
io vorrei arrivare a qualcosa di grande sono sicuro di poterlo fare. Il titolo italiano per iniziare, ma deve essere una tappa, un trampolino per arrivare più in alto. E’ un po’ che aspetto la possibilità per la cintura italiana, credo sia arrivato il mio momento.


(Verso Agnuzzi) Cosa ti aspetti dall’avversario di Emanuele Della Rosa, il polacco Daniel Urbanski (combatteranno a Pomezia il 3 giugno per il titolo Wbc International  dei super welter detenuto da Della Rosa. Nella Stessa riunione Vittorio Oi affronterà Ville Piispanen per il titolo EU dei super leggeri)?


Agnuzzi : credo sia un buon avversario, ma voglio essere pronto a tutto. Abbiamo visto molti suoi match e quindi abbiamo determinate aspettative nei suoi confronti. Credo che sia un pugile che Emanuele può battere sul piano della forza fisica e combattendo in modo lineare e senza cercare colpacci, con azioni semplici e ben mirate insomma. Credo comunque che vedere i video, seppure importante, non sia sufficiente e ci si deve aspettare anche qualche sorpresa, soprattutto all’inizio del match.  Se Urbanski, che è pugile apparentemente pronto allo scontro diretto, vorrà fare gioco di gambe e cercare di mandare a vuoto o eludere  o far innervosire Emanuele, saremo pronti anche a questo.


Quali sono le aree di miglioramento dei due Emanuele dunque, cosa ti aspetti di poter migliorare in loro?


Agnuzzi : credo che Emanuele Della Rosa non sia un pugile che può esprimere un pugilato esageratamente tecnico e il mio aiuto questo non lo cambierà, ma può con delle azioni semplici e ben eseguite, far fruttare la sua forza fisica, tenacia e resistenza, che sono di sicuro le sue caratteristiche migliori e lo hanno portato senza ancora essere perfezionate, dove si trova ora.

Agnuzzi : ritengo Emanuele Blandamura un ottimo pugile con eccellenti prospettive, quello che sto cercando di fare è di mitigare la sua propensione offensiva e di farlo combattere d’incontro più spesso, per il resto sta crescendo molto bene.


Blandamura : in palestra rendo di più perché non cerco di essere troppo prudente, quindi non limito la mia fantasia, mentre in un incontro vero e proprio devo comunque avere un atteggiamento più prudente e questo un po’ inconsciamente mi blocca.

 

Agnuzzi : Comunque entrambi hanno avuto ottimi allenatori nel passato, quindi come tutti i pugili che non sono nati con me, non voglio snaturarli e cambiare quello che hanno imparato fino ad oggi ma solo aggiungere del mio, quel 15, 20% di mio.


Arriverà per lui il titolo italiano dei medi?


Agnuzzi : è quello che spero, stiamo aspettando da troppo tempo e mi auguro che sia la prossima cosa. Se non arriverà nemmeno a breve speriamo in un'altra possibilità titolata, di sicuro comunque il livello dei suoi avversari crescerà. Avevamo in mente per lui Jozsef Matolcsi, pugile d’azione e con pugno pesante, ma purtroppo pur avendo fermato Oral, ha perso prima del limite il suo ultimo incontro (con Paul Smith a Londra lo scorso sabato). Ora affronterà Sandor Ramocsa (pugile noto in Italia per aver affrontato molti dei nostri).


(Ad Emanuele Della Rosa) : tornando a te cosa ci dici della tua esperienza negli Stati Uniti (Emanuele è andato ad assistere dal vivo alla riunione  imperniata sul match tra Pacquiao E Mosley)?


Della Rosa (Si siede intanto vicino a lui la fidanzata Camille): Beh, sono stato bene e ho avuto comunque il modo di potermi allenare alla Gleason’s Gym e in altre palestre e devo dire che a livello di allenamento a me sembra che stiano un po’ indietro. Intendo che è pieno di pugili che si allenano e che pagano di volta in volta, ma mi sembra che i metodi di allenamento siano meno completi dei nostri, non ci sono ripetute e manca altro, ho visto solo guanti, sacco e figure. Poi l’impressione che ho, vedendo forse certo le cose un po’ da lontano e che non ci sia un gran legame tra allenatori e pugili. Inoltre ho viaggiato con l’aereo per distanze enormi e ci sono molte palestre con molti pugili, però i risultati ottenuti a livello mondiale dovrebbero a mio modo di vedere essere più alti.


Agnuzzi : in effetti considerando i risultati ottenuti anche nelle olimpiadi e se teniamo conto della quantità di atleti esistenti non si può dire che stiano passando un gran momento. Certo hanno i soldi e questo conta molto. Se penso che ora di pesi massimi americani campioni del mondo non ce ne sono.


Della Rosa : ho pensato spesso e mi è stato proposto di andare ad allenarmi in Inghilterra o persino in America, ma so che dopo un po’ sentirei la mancanza di casa. Comunque io ho trovato ciò che volevo qui, dietro il lavoro,  con il maestro Agnuzzi, non cambierei le cose per niente al mondo.


Per Emanuele Della Rosa è arrivato il momento di salutare ed Eugenio Agnuzzi deve tornare ad allenare, resto allora per un’ ultima battuta con Emanuele Blandamura…


Allora Emanuele per chiudere come vedi la tua carriera e che tipo di pugilato vuoi proporre?


Blandamura : come ti ho detto sento che potrò fare qualcosa di grande. A me piace combattere fino all’ultimo. Ho la giusta e logica paura da sempre in ogni incontro, ma non mi tiro indietro di fronte ad un combattimento, quando ho un avversario davanti a me sul ring, con la mente è come se gli dicessi di combattere e di fare il massimo ad ogni costo, perché solo così mi sento realizzato, prima con me stesso poi con il pubblico. Ricordo la finale degli assoluti con Di Corcia,  in un clinch gli dissi “Vada come vada combattiamo fino all’ultimo”. Preferisco rischiare qualcosa che combattere con prudenza un colpo alla volta. Ho bisogno dello scontro duro perché mi piace e non lo temo.


E' il momento dei saluti, ti ringraziamo del tempo che ci hai dedicato!


Grazie a voi e voglio fare soprattutto un saluto ai miei nonni che tanto aiutato in vari modi, spingendomi in particolare a praticare questo sport che adoro. Un ringraziamento anche a Federico Testi che tanto mi ha aiutato per la preparazione.

 

Clicca qui per vedere gli scatti effettuati alla Pro fighting Roma.

Marco Zonta
30/05/2011 – 13.00
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