La ballata di Dante Cané

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La ballata di Dante Cané

Nei giornali più importanti si parla poco della nostra boxe, sia quella attuale che quella del passato. Ma il nostro è uno sport che espande comunque le sue radici, come l’edera, trovando altre vie per comunicare. Su internet la boxe dilaga e nel contempo ha trovato un altro filone, forse ancora più importante: quello dell’editoria con la pubblicazione di libri. Internet dà la notizia immediata, ma col tempo si cancella o si disperde come in una sorta di labirinto; il giornale è importante, ma con il passare del tempo si trasforma in ritaglio, e più in là ingiallendo diventa carta straccia. Il libro è diverso, perché rimane saldamente collocato nelle biblioteche, facendo bella mostra di sé.

“La ballata di Dante Cané”, è un libro uscito a giugno, scritto da Claudio Bolognini, edito dalla renoedizioni al prezzo di 18 euro. Il titolo parla chiaro, è la storia di Dante Canè, campione italiano dei massimi a più riprese negli anni ’70. Dantone faceva parte della colonia di Bruno Amaduzzi che aveva la sua sede a Loiano e dove si allenava anche Nino Benvenuti sotto la guida di Libero Golinelli. Il libro esordisce con due prefazioni molto belle, che ci fanno entrare nel clima giusto per conoscere il personaggio. La prima è di Italo Cucci, direttore del “Guerin Sportivo” e per un periodo anche del Corriere dello Sport. La seconda è scritta da Daniela, la figlia di Cané, che ha fortemente voluto la realizzazione di questo libro dopo la morte del genitore nel 2000 a 60 anni. Una morte che scioccò tutta l’Emilia per quanto fu improvvisa, perché oltrettutto si trattava non solo di un grande campione, ma anche di un uomo solare e benvoluto da tutti.

Alfredo Bruno
14/11/2010 – 15.27
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