Il punto sulla Boxe Europea - Norvegia

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Il punto sulla Boxe Europea - Norvegia

La Norvegia è uno dei pochi paesi al mondo in cui la boxe professionistica è vietata, pensando però alla storia del pugilato in Europa la vicenda assume i contorni del paradosso, il paese dei fiordi ha sempre avuto una solida tradizione di combattenti, sin dagli albori del 900, i biondi fighters hanno sempre partecipato a tutte le manifestazioni principali a livello dilettantistico ottenendo risultati altamente qualitativi, se poi si analizzano i medaglieri avendo come limite la seconda guerra mondiale si può affermare senza ombra di dubbio che dal 1920 al 1940 la Norvegia è stata una nazione all’avanguardia nel pugilato in Europa, la sua marina, sia mercantile che militare ha sempre sfornato ottimi dilettanti e solidi professionisti, tutto questo bacino di utenza è andato scemando sempre di più, lo sport dei guantoni ha perso quella fetta di praticanti e di popolarità di cui godeva, ci sono stati dei lampi con qualche buon interprete, ma i dati sono diventati impietosi, l’ultima riunione di boxe professionistica sul suolo norvegese è ormai datata (1981) e dal 2001 c’è stata la chiusura governativa totale verso la noble-art e tutti quei pochi atleti che hanno scelto la boxe come professione negli ultimi trenta anni sono stati obbligati ad emigrare per combattere e dare continuità alla propria carriera. 

Nella storia della boxe norvegese i nomi di Sverre Sorsdal, Erling Nilsen, Henry Tiller e Otto Von Porat sono legati a medaglie e trionfi olimpici, Von Porat peso massimo è stato per anni il migliore in Europa ed uno dei primi massimi bianchi con un fisico bestiale (oltre 1.90), Sorsdal invece, medico nella vita di tutti i giorni è stato uno dei primi fighters a partecipare a tre edizioni olimpiche (due volte a medaglia), nei professionisti solo Von Porat, emigrato a Chicago ottenne qualche discreto risultato, il più grande pugile professionista mai prodotto dalla nazione scandinava è stato Pete Sanstol, campione del mondo dei pesi gallo negli anni trenta, uomo che appartiene di diritto alle leggende di categoria, dotato di classe, aggressività, coraggio e con una mascella a prova di bomba, idolo per anni di Brooklyn, valga la definizione coniata per lui nel 2000 al momento della sua introduzione nella World Boxing Hall of fame, “Genius in the ring, a master of boxing”, le sue battaglie con ‘Panama’ Al Brown rimarranno indelebili nella storia della boxe moderna e sono passati oltre sessant’anni prima che un altro norvegese ha vinto una cintura mondiale, negli anni settanta raggiunsero una buona notorietà il mediomassimo Harald Skoog, sfidante mondiale ed europeo, ultimo vero idolo casalingo, capace di portare circa quindicimila tifosi a sostenerlo contro Victor Galindez sul ring di Oslo e il leggero junior Sven Erik Paulsen, campione europeo per due anni e sfortunato nell’assalto al ‘mostro’ Alfredo Escalera, l’altro pugile norvegese campione del mondo è stato il cruiser Magne Havnaa che sotto la tutela organizzativa ‘danese’ del Team Palle è stato titolare WBO di categoria per quindici mesi, le ultime soddisfazioni per gli appassionati norvegesi sono arrivate dal mediomassimo attivo in Inghilterra, Ole Klemetsen, pugile dal gran fisico con discreta potenza, non supportato però da una mascella all’altezza che gli potesse permettere il raggiungimento di grandi traguardi, qualche attenzione, ultimamente, più mediatica che sportiva l’ha attirata il colosso Leif Larsen, defensive tackle dei Buffalo Bills della NFL con un passato da campione europeo giovanile di getto del peso, per lui una decina di match tutti vinti contro la solita batteria di perditori dell’est Europa. 

Oggi, la Norvegia ha un pugno di professionisti, che girano l’Europa per combattere, il migliore del mazzo è il peso piuma Andreas Evensen, ben piazzato nella lista EBU di categoria, il ragazzo di origine colombiana è indubbiamente un pugile interessante, solido e combattivo, per lui a fine mese la chance Intercontinentale WBO sul ring di Helsinki contro l’esperto thailandese Kiatsakthanee, alle spalle di Evensen, ci sono gli esperti Geir Inge Jorgensen e Reidar Walstad, entrambi in parabola discendente, Jorgensen, che vive in Germania è un peso leggero, Walstad, invece è un peso piuma con un buon passato amatoriale, che alterna la professione di assistente psichiatrico alla boxe professionale, Walstad ha avuto anche una possibilità europea senza successo contro Bernard Dunne, per il futuro, ci sono solo due ragazzi, entrambi sotto i venticinque anni, sono due pesi massimi, il nipote d’arte Ronny Tiller (il suo bisnonno Henry è stato una delle prime glorie norvegesi di pugilato) e Arild Haugen, un colosso spaventoso di 140 chili che è passato professionista quest’anno in Spagna, per Haugen però la boxe dovrebbe essere un ‘diversivo’, il Maciste di Melhus è infatti una delle vedette del circuito ‘World's Strongest Man’

Andreas Evensen

Enrico Crociati
10/03/2010 – 13.42
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