Sfilata di superwelter nella riunione di New York

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Sfilata di superwelter nella riunione di New York

Nella bella riunione in programma ieri notte dal Barcays Center di New York  Erislandy Lara (+25 -2 =2, 14ko) ha messo in riga l' olimpionico Terrel Gausha (+20-1, 9ko) dopo i 12 round in un match a senso unico stando ai resoconti, Jarrett Hurd (+21, 15ko) ha fermato Austin Trout (+30 -4, 17ko) avendo ragione di un elemento dalla grande esperienza nell'intervallo alla fine della nona, e Jermell Charlo (+30, 15ko) ha fulminato al primo round il non ancora maturo per questi palcoscenici Erickson Lubin (+15 -1, 13ko).

 

Il più leggero dei fratelli Charlo si è presentato alla sfida con un curriculum decisamente migliore rispetto all'avvarsario, alla vigilia avevamo supposto che la discrepanza di esperienza avrebbe potuto avere un certo peso sull' andamento della sfida.

Ci viene da dire che un elemento della qualità di Lubin sia stato un pochino lanciato di punto in bianco subito tra i migliori al cospetto di Charlo senza un adeguato aumento progressivo della qualità degli sfidanti, come anche i telecronisti hanno evidenziato. Non che sia un novizio, o che non abbia mostrato capacità di prim'ordine, ma forse questa scelta è stata un po' forzata per la desuetudine a palcoscenici importanti ed all' esame del ring questo è venuto a galla.

Degno di nota un ottimo diretto destro di Charlo ad inizio di primo round in una fase fondamentalmente di studio che è stato solo preludio al colpo definitivo che ha steso senza possibilità di reazione Lubin.

 

Di altra pasta il confronto tra Trout ed Hurd, dove quest'ultimo pur avendo già disputato e vinto un titolo di sigla si è trovato a fronteggiare un avversario di grande esperienza sconfitto fino a ieri solo da alcuni tra i migliori, invero lontano dal ring da più di un anno.

Personalmente ho sempre trovato intrigante lo stile di Trout, apprezzo la sua eleganza ed il modo di muoversi sulle gambe dalla guardia mancina nonchè l' uso dei fondamentali e la scelta di tempo eccezionale. La personalità con la quale Hurd ha affrontato la sfida contro un pugile del genere lo pone di sicuro nei piani alti della categoria, e Lara, Charlo ed Andrade dovranno farci i conti se per assurdo (nelle logiche contemporanee) si sfidassero i veri numeri 1 anche se sarebbero tutti e tre favoriti.

 

Il vincitore ha cercato Trout fin dal primo gong, provando a limitare il suo stile sgusciante supportato da un jab di tutto rispetto e da un arsenale di colpi completo.

Il match è stato molto combattuto, i colpi dello sconfitto hanno fatto breccia spesso nelle prime battute nella guardia avversaria: bellissime da vedere le combinazioni di rimessa messe a segno contro un pugile che continuava ad avanzare alla ricerca della propria distanza.

In questa fase Trout ha fatto decisamente meglio ma è stato bravo Hurd a non scoraggiarsi ed a restare composto probabilmente tenendo bene a mente un preciso piano tattico, forte di una grande prestanza fisica e di una freschezza ovviamente superiore visto la carriera logorante dell' avversario.

L' uso del montante sinistro di No Doubt dovrebbe essere fatto studiare a tutti pugili mancini del pianeta!

 

Molto competitivo il terzo round, con scambi di colpi accesi e numerosi testa a testa. Il gancio destro di Hurd si è fatto sempre più pesante mano a mano che passavano i minuti; spesso Trout è stato sbilanciato dal colpo anche senza accusarlo in maniera evidente. La stupenda scelta di tempo di quest'ultimo gli ha fatto mettere tanti ottimi colpi a segno ma senza mai riuscire a fermare l' avanzata del rivale. Esempio lampante il quarto round quando ha bucato la guardia avversaria in più occasioni sia di destro che di sinistro ma ha solo per un attimo rallentato la pressione.

 

Molto duro un gancio destro assorbito da Truot nel corso della quinta ripresa, la prestanza e l' agonismo di Hurd si sono fatti mano a mano più ingombranti. Purtroppo il mancino del New Mexico è dovuto scendere a questo punto in più occasioni sul piano torbido e duro nel quale Hurd voleva portare la sfida, restando spesso fermo sulle gambe nel confronto molto fisico a distanza ravvicinata. Ha messo ancora dei buoni colpi, e qui mi viene da pensare che un colpitore di altra risma in questo contesto farebbe decisamente male ad Hurd, ma l' effetto è stato minimo.

 

Il sesto round è stato altamente competitivo, apprezzato anche dal numeroso pubblico. Trout è sembrato leggermente in difficoltà quasi in conclusione avendo subito qualche colpo duro, è ritornato comunque tranquillamente in gara per dare battaglia. Già al round successivo i colpi messi a segno da Hurd hanno cominciato ad avere un certo effetto: pur ferito all'altezza dell'occhio sinistro il vincitore ha percepito dal linguaggio del corpo del rivale che qualcosa stava cambiando, ha cominciato ad avanzare a mani basse quasi con noncuranza alla ricerca del colpo pesante.

 

Un primo diretto destro, seguito poi da altri, nel corso del round 8 ha visibilmente scosso Trout: si è tirato fuori dì impiccio grazie all' esperienza maturata, ma è stato chiaro che l' opera di demolizione dell'avversario stava avendo il suo effetto considerando anche come andava ciondolando sul ring senza appoggio stabile.

All' inizo della nona ripresa il medico di riunione ha controllato un po' l'occhio destro oramai quasi completamente chiuso di Trout, dando il suo consenso a proseguire.

 

Davvero ammirevole il suo orgoglio quando ha cercato di rimanere gagliardamente in partita dopo aver subito un buon numero di colpi in conclusione di round; nel recupero alla fine del tempo  comunque dal suo angolo è arrivato l'ordine di interrompere la sfida.

 

Foto tratta da premierboxingchampioships.com

Ciro Incarnato
15/10/2017 – 11.51